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Madagascar - Conoscere il Madagascar

SPIGOLATURE: CENNI DI CULTURA E TRADIZIONI

Le etnie del Madagascar
La religione e la cerimonia del Famadihana
La medicina tradizionale

Il Masonjoany, cura e rito di bellezza
La flora
Fauna, fossili e minerali

LE ETNIE DEL MADAGASCAR

Il Madagascar non è Africa né Oriente: è sempre stato una cerniera tra le diverse sponde dei mari, e ha visto transitare nelle sue baie, sugli altopiani, lungo le sue piste, popolazioni provenienti dall’Indonesia e dalle coste africane, che hanno contribuito a formare un tessuto di etnie che conservano ancora oggi il senso profondo delle loro antiche tradizioni.
Ondate di migrazioni, traffico di schiavi, scorrerie di pirati, missioni cattoliche l’impronta europea derivata da lunghi periodi di colonizzazione, e, infine, il turismo che si sta sviluppando a poco a poco, hanno modellato questa isola straordinaria.
Vi invitiamo a scoprirla: sarà uno viaggio indimenticabile, tra gente cordiale e gentile, in una natura dalla bellezza assoluta.

Antaifasy
Questa piccola tribù vive nella piccola area costiera orientale attorno al centro di Farafangana.
Il nome significa "coloro che vivono nella sabbia". Si pensa che questa popolazione discenda da antiche popolazioni indiane sbarcate su questa costa intorno al XVI secolo.

Antaimoro
Il nome significa "quelli della costa": questo gruppo vive nel Madagascar sud-orientale tra le città di Manakara e di Farafangana. Gli Antaimoro è una delle popolazioni giunte più recentemente in Madagascar ed intrattiene relazioni piuttosto strette con il mondo arabo: la stessa calligrafia è d’origine araba, e le tradizioni sono perlopiù mussulmane.
Probabilmente queste popolazioni arabe si stabilirono lungo la costa perché anticamente qui approdarono i loro antenati mercanti: il clan è il loro nucleo sociale, e insieme con la piccola tribù Antambahoaka sono i più importanti possessori di manoscritti Sorabe, le Grandi Scritture.
I Sorabe sono libri sacri in lingua malgascia con caratteri d’origine araba. Successivamente questi testi si estesero a tematiche storiche e scientifiche riguardanti la medicina tradizionale. Da questa antica tradizione amanuense deriva la famosa carta Papier Antaimoro, una pergamena artigianale che è ancora oggi prodotta nella zona della città di Ambalavao da una pianta di nome Avoha, che cresce nella zona di Taolognaro/Fort Dauphin. Il procedimento per la produzione prevede prima una bollitura in acqua quindi, dalla polpa risciacquata e battuta più volte, si ottiene un impasto che, steso in strati sottilissimi viene messo ad essiccare al sole. Da questo si ottiene una pergamena, che può essere decorata con l’inserimento a metà essiccazione di petali di fiori.

Antaisaka
Il nome significa quelli del paese dei Sakalava, anch’essi risalgono da un'antica colonia araba che si mischiò con gli indigeni Sakalava per poi migrare verso est.
Famosi e fieri guerrieri si stanziarono nella regione del fiume Manara.

Antakarana
Questa tribù popola la zona a nord intorno alla città di Antsiranana/Diego Suarez. Il nome significa Il popolo delle rupi, riferendosi con ogni probabilità all'omonimo massiccio montano. Questo popolo si dedica principalmente alla pastorizia ed alla pesca e molte tradizioni fano riferimento al mondo mussulmano. Molto conosciuto è pure il rituale antakarana detto Tsangatsaina o Tsangatsaigny, cioè il ritorno degli antenati dall'isola di Nosy Mitzio. Qui infatti, al largo della costa nord occidentale del Madagascar, si erano rifugiati di Antakarana per sfuggire all'invasione dei Merina. Questa celebrazione ha luogo ogni 5 anni nel villaggio di Ambatoharanana.

Antambohoaka
Si tratta di una tribù stanziale presente nella regione sud orientale del Madagascar, soprattutto nei pressi del centro di Mananjary. Anche gli Antambohoaka seguono alcune tradizioni mussulmane e sono famosi per le loro conoscenze astrologiche. Inoltre sono conosciuti per praticare ogni 7 anni il rito della circoncisione comune.

Antandroy
Gli Antandroy sono una tribù seminomade , il cui nome significa Quelli delle spine, poiché vivono nella foresta spinosa al sud estremo del Madagascar. Questo è uno dei gruppi più poveri, poiché l’area che occupano è molto arida e quasi priva di coltivazioni. La loro principale occupazione è la produzione e la vendita di carbone di legno, ottenuto incendiando la boscaglia e sfruttando il territorio sino a farlo diventare improduttivo.
Gli antropologi ritengono che questa tribù sia nata dall'unione tra i Bara, i Mahafaly, i Sakalava e gli Antanosy. Al pari dei Mahafaly che vivono ad ovest anche gli Antandroy, sono famosi per la loro arte funeraria. Le tombe dei loro defunti - di forma rettangolare e i cui angoli sono rivolti verso i punti cardinali, sono di grandi dimensioni e riccamente decorate: la costruzione richiede un lungo lavoro ed ad ogni fase la comunità partecipa con rituali appropriati. Numerosi zebù vengono sacrificati in queste occasioni, le cui corna faranno poi bella mostra sul tetto della tomba quale addobbo finale.
Le abitazioni in cui vivono gli Antandroy sono molto semplici, capanne di legno e paglia anch'esse rivolte con gli angoli rivolti secondo i punti cardinali: ma non hanno nemmeno l’ombra dei decori che riservano invece alle dimore dei loro defunti.

Antanosy

Antanosy, ossia Quelli dell'isola. Anche questa tribù è stanziata nell'estremo sud, sud-est; gli antenati degli attuali Antanosy, che provenivano da un'isoletta vicino a Taolognaro/Fort Dauphin,dapprima si stabilirono lungo la costa, poi si spostarono anche nell'entroterra fino a raggiungere ad est quasi Toliara/Tulear. La maggior parte sono pastori, altri lavorano nelle piantagioni di sisal: la loro esistenza viene scandita da una serie di fady-tabù, mentre l'astrologia scandisce i rituali tradizionali.

Bara
Il loro nome è probabilmente di origine Bantù e non se ne conosce il significato specifico. Le loro caratteristiche fisiche sono l'altezza e la snellezza, la loro pelle scura ed i loro gesti aggraziati con un cipiglio fiero e combattivo. Sono essenzialmente pastori e vivono nella regione di Ihosy. Le caratteristiche somatiche si avvicinano molto a quelle delle popolazioni africane. È possibile incontrare i Bara nella zona del mercato di Ambalavao, grande centro di vendita ed acquisto degli zebù, mentre conducono le loro mandrie. Quale prova di virilità gli uomini devono dimostrare di essere pronti al matrimonio sottoponendosi alla prova del dahalo, ossia il furto del bestiame.

Betsileo
I Betsileo, ossia Gli invincibili, vivono nella regione di Fianarantoa, quindi sugli altipiani, e sono la terza tribù del Madagascar. Sono celebri in tutto il paese per la loro grande abilità nell'intaglio del legno, nonché in campo agricolo per l'abilità nel costruire i terrazzamenti fondamentali per le coltivazioni di riso. Gli Zafimaniry, che abitano la zona di Ambositra, una sotto-tribù dei Betsileo, sono anch'essi famosi intagliatori di legno e rendono celebre la città di Ambositra. La società di questa tribù si divide in tre caste, gli hova nobili, gli olompotsu borghesi e gli hovavao, discendenti dagli schiavi. Uno dei rituali che caratterizza i Betsileo è il Famadihana detta anche seconda sepoltura, derivato dalle pratiche merina con le quali i Betsileo erano venuti in contatto dopo l'unificazione del paese in un solo regno.

Betsimisaraka
I Betsimisaraka sono il secondo gruppo etnico del paese e vivono lungo la costa orientale. Anche se questa etnia si suddivide in numerose sotto-tribù, tutte si basano sul principio del clan famigliare e dipendono dalla figura dell'anziano saggio. Questa è una delle tribù più giovani: nel 1712 il Re Ratsimilaho riunì le popolazioni che vivevano nella zona tra Fenoarivo-Atsinanana allo scopo di controllare il commercio degli schiavi ma, con la sua morte avvenuta nel 1750, a poco a poco il regno si indebolì fino a soccombere ai Merina verso la fine del secolo. Con il colonialismo francese il nome Betsimisaraka venne sempre utilizzato per identificare le popolazioni della costa centro-occidentale, sfruttate sia nelle piantagioni, sia per la costruzione della ferrovia Tanà-Toamasina/Tamatave. Il malumore verso il colonizzatore crebbe a tal punto che nella prima rivolta del 1947 contro i Francesi fu proprio quest'area a diventare uno dei principali focolai di rivolta. Oggi molti rappresentanti della politica malgascia appartengono a questa tribù.

Bezanozano
Il nome significa Quelli delle trecce poiché i membri di questa tribù portano un'acconciatura che ricorda quelle di stile africano. La loro area si estende lungo la direzione nord-sud fra Antananarivo e la costa e comprende una regione montagnosa ricoperta di foresta pluviale.

Mahafaly
I Mahafaly, definiti I creatori dei tabù, sono una tribù di agricoltori ed abitano la zona sud, sud-ovest del Madagascar, territori condivisi con gli Antandroy e gli Antanosy.
Questa tribù rimase indipendente sino alla colonizzazione dei francesi, opponendosi a tutti i tentativi di unificazione precedenti. I Mahafaly sono molto famosi per la loro arte funeraria, le loro tombe sono le meglio costruite e le più caratteristiche di tutto il Paese. La loro pianta quadrata può misurare da 1 metro e mezzo di altezza a 15 metri per lato. I muri perimetrali vengono dipinti con scene di vita comune che ricordano i gusti, le abitudini, il carattere del defunto, e talvolta, oltre ai particolari della vita del defunto possono essere rappresentate le circostanze della sua morte e del suo funerale. Sulla sommità dei sepolcri, oltre che corna e teschi di zebù, corrispondenti al numero dei capi abbattuti in sacrificio in onore del defunto, si trovano anche gli Aloalo, i totem di legno scolpito e colorato con forme e disegni geometrici, oppure con scene di vita quotidiana.

Merina
I Merina sono la tribù dominante, la Gente degli altipiani. Questa tribù è caratterizzata dalla pelle chiara e dai tratti somatici asiatici: i loro re riuscirono a unificare gran parte del Paese sotto un unico regno con capitale Tanà e la loro supremazia si rafforzò ulteriormente con l'avvento del colonialismo. Attualmente le principali occupazioni degli uomini di questo gruppo sono l'amministrazione, l’insegnamento e il commercio. Il colore della pelle conta: in base alla pelle i Merina si dividono in caste, gli Andriana cioè i nobili (pelle chiara e marcati tratti somatici asiatici) gli Hova (borghesi) e gli Andevo (lavoratori ex schiavi).
I Merina danno un'importanza fondamentale nel Famadihana (la seconda sepoltura).

Sakalava
I Sakalava, la quinta tribù più popolosa del paese, sono detti anche quelli delle lunghe vallate riferendosi ad alcuni regni che occupano aree dal fiume Onilahy a sud fino al Betsiboka a nord. Si dividono in Sakalava del nord e del sud, mentre il sotto-gruppo dei Makoa discendono dagli africani ed i Vezo sono pescatori che popolano le coste intorno a Tulear/Toliara.

Memabe/Bona
Il clan dei Menabe nacque in seno alle tribù Sakalava nella regione di Morondava con la divisione del regno Sakalava in regno del nord e quello del sud. A sud si trovano i Menabe, a nord i Boina, intorno alle città di Mahajanga e Marovoay.

Vezo
I Vezo sono un sottogruppo dei Sakalava, nomadi che si sono stanziati sulle coste sud-occidentali tra Mangoky, vicino a Morombè, ed Onilahy che si trova vicino a St. Augustin. Profondi conoscitori del mare, l’occupazione principale dei Vezo è la pesca, che praticano utilizzando le caratteristiche imbarcazioni a bilanciere.

Sihanaka
Sono Quelli delle paludi, pescatori o coltivatori di riso. Vivono nella zona intorno al lago Alaotra ed a loro si deve la bonifica di questa zona, trasformata in risaie.

Tanala
I Tanala sono Quelli della foresta, vivono nell'area della foresta primaria-pluviale intorno a Ranomafana. Sono agricoltori che utilizzano la tecnica del taglia e brucia, distruggendo così grandi parti della foresta per fare spazio alle coltivazioni. I Tanala sono apprezzati per la grande esperienza nel conoscere le piante medicinali e le loro proprietà.

Tsimihety
I Tsimihety,Quelli che non si tagliano i capelli, vivono nell'area centro settentrionale, e definirli una tribù non è completamente corretto in quanto non costituiscono una comunità articolata e organizzata da norme precise: sono caratterizzati da un rifiuto per ogni forma di autorità; con i Merina hanno da sempre un rapporto piuttosto teso. A differenza delle altre tribù, i Tsimehety seppelliscono i propri cari molto semplicemente in rocce o grotte.

Zafisoro
I Zafisoro sono una piccola tribù che condivide la stessa regione abitata dagli Antaifasy.

Vazimba
Presso alcune tribù degli altipiani si potrà sentire pronunciare questo nome: Vazimba. In realtà non si riferisce a nessuna tribù in particolare, bensì questo termine indica i primi abitanti di questo Paese. Non è dato sapere se i Vazimba abbiano costituito una tribù oggi estinta o se fossero Malgasci primitivi in seguito assorbiti dalle nuove popolazione arrivate sulla Grande Terra, o, ancora, se fossero le antiche popolazioni arrivate dall'est, dalle lontane isole del Pacifico. La particolarità legata ai Vazimba è che tuttora si crede che essi popolino ancora i territori degli altipiani e quindi vengono rispettati dai fady – i tabù tradizionali - come gli antenati.

Vaza
I Vaza sono gli uomini bianchi, considerati indistintamente: che siano turisti oppure stranieri che abitano il Madagascar. I bambini salutano con l'interminabile cantilena "Salut Vazà", soprattutto nei territori più isolati del sud.

LA RELIGIONE E LA CERIMONIA DEL «FAMADIHANA»

Grazie alla sua posizione geografica, il Madagascar è stata oggetto di influssi provenienti da diverse aree e ambiti di tradizioni diverse, ed ha dato vita ad uno straordinario esempio di aggregazione culturale.
Per esempio molte tradizioni funerarie prendono origine da antiche usanze di popoli austronesiani, l'importanza data al bestiame – soprattutto lo zebù, ed allo status che il possesso di quest’animale conferisce, si pensa che prenda origine dall'Africa, mentre il "vintana" cioè il destino, si crede derivi dalla tradizione astrologica islamica.
L'aspetto più importante della tradizione malgascia è il "razana", cioè il rispetto per gli antenati, che riveste un aspetto molto importante della religione.
La religione più seguita è quella cristiana cattolica, grazie ad una fervente attività missionaria che ha avuto inizio nel XVIII secolo, ma sono molto diffuse le religioni e le credenze tradizionali.
La tradizione afferma che esiste un solo Dio padre di tutto l'universo, e che gli esseri umani per pregarlo devono chiedere l’intercessione degli antenati, passati in una dimensione superiore a quella umana e quindi più vicini a Dio. Oggi molti cristiani malgasci continuano a rispettare gli antenati integrando le antiche credenze con le nuove liturgie.
Gli antenati rivestono un’importanza molto sensibile nelle credenze malgasce, devono essere ben disposti nei confronti del mondo dei vivi, che quindi sono tenuti a prendersi cura delle loro tombe e dei loro resti.
Da qui nasce l'importanza di riti quali i Famadihana (voltare le ossa) o semplicemente "seconda sepoltura". Questa usanza del popolo Merina è stata adottata nel corso del tempo anche da altre tribù.
Quando un congiunto muore, il corpo viene lavato ed avvolto in teli di seta naturale, e riposto in una tomba che non sempre è quella definitiva. Il rito funebre solitamente culmina con un banchetto che vede il sacrificio degli zebù: in qualche tribù possono venire uccisi tutti gli zebù proprietà del defunto, e le loro corna saranno poi utilizzate quale corredo finale alla tomba.
Al termine della celebrazione – soprattutto presso alcune tribù del sud, viene dato fuoco alla capanna ove dimorava il defunto; i suoi famigliari verranno accolti da parenti in attesa che si costruiscano una nuova capanna. Certo questi riti variano a seconda del clan ed a seconda dell'età, sesso, casta del defunto.
In occasione dello spostamento del corpo nella tomba definitiva ha luogo il Famadihana, considerato un tributo nei confronti del defunto e non vissuto come un momento triste, di lutto. Il Famadihana è davvero particolare: la cerimonia può durare diversi giorni, diventando una versa festa, dove saranno presenti gruppi di musicisti, guaritori tradizionali ed avverrà il sacrificio di numerosi zebù.
Il rito inizia con l'esumazione del corpo che viene portato a casa, nuovamente lavato e riavvolto in teli candidi. I membri della famiglia si recano a visitarlo ed essendo l'ospite d'onore si intrattengono con lui come fosse un ospite, gli raccontargli i fatti accaduti dalla sua dipartita o episodi della vita comune, cantano e ballano, talvolta anche con il defunto.
Al termine del rito si ripone il corpo del defunto nella tomba, accompagnandolo da molti doni.
Questo rito si svolge generalmente nei mesi invernali e può venire ripetuto molte volte.
I Merina, dopo un primo periodo di 5/7 anni durante i quali il defunto viene lasciato riposare, prendono a celebrare il Famadihana periodicamente, talvoltaogni 2 anni: poiché i costi sono piuttosto elevati, la frequenza della cerimonia dipende dalle disponibilità economiche delle famiglie.
Alcune tribù, ad esempio i Bara, compiono una sola volta questo rito, in occasione del funerale definitivo: dopo un periodo di inumazione provvisoria, ricompongono le ossa sulle pendici del massiccio dell'Isalo, ritenuta una montagna sacra, dove riposeranno per sempre.

LA MEDICINA TRADIZIONALE

Nei centri urbani viene praticata la medicina occidentale, ma in tutto il Madagascar la fanafody ossia medicina tradizionale, svolge un ruolo importante.
I guaritori, detti ombiasy, che godono di uno status sociale molto importante, non si limitano a curare con le erbe, ma associano rituali particolari allo scopo di assicurarsi la benevole intercessione degli antenati. Essi scacciano anche gli spiriti tromba ed in qualche zona predicono il futuro: in questo caso si chiamano mpanandro, conoscono il vintana cioè il destino, e possono predire la sfortuna o le malattie.
IL MASONJOANY
In molte zone del Madagascar Occidentale e settentrionale molte donne hanno con il volto ricoperto da una pasta chiara, talvolta distribuita a comporre decori geometrici, foglie e fiori puntinati: si tratta di una maschera purificante utilizzata anche per proteggere la pelle dai raggi del sole.
L'impasto si ricava dal Sandalo del Madagascar, l’Enterospermum madagascariensis (o Santalina madagascariensis), detta in malgascio Masonjoany. Le fibre delle radici – che trattengono un particolare olio volatile profumato, vengono sminuzzate con la pietra e mischiate con l'acqua.

Situato a circa 400 chilometri dalle coste africane, il Madagascar è la quarta isola del mondo. Il suo distacco dal supercontinente Gondwana - dall’Africa a ovest, dall’India a est - si ritiene sia avvenuto 140 milioni di anni fa.
Questo isolamento ha fatto sì che il Madagascar sia diventato una vera e propria isola-continente, dando vita ad uno straordinario livello di endemismo di specie animali e vegetali.
Qui la natura è protagonista assoluta, e l’uomo vive ancora seguendo ritmi e rituali antichi, impermeabili al passare del tempo.

L’isola possiede una enorme varietà di piante ed animali endemici, e la maggiore consapevolezza dell’importanza della tutela del patrimonio naturale, gli interventi governativi e la collaborazione di organismi internazionali, hanno contribuito a creare moltissimi parchi e riserve protetti, nel tentativo di preservare le foreste primarie e gli animali dalla distruzione e dallo sfruttamento intensivo.


LA FLORA
In Madagascar esistono oltre 170 tipi di palme differenti – a fronte di sole 50 specie presenti nel continente africano e la palma, oltre che una meraviglia, è parte integrante della vita quotidiana della popolazione malgascia.

La palma è utilizzata per la costruzione delle abitazioni, ceste e nasse per la pesca, tappeti e stuoie, inoltre alcune specie forniscono un prezioso alimento quale la noce di cocco.
Il vero simbolo del Madagascar è la Ravenala madascariensis: assomiglia ad una palma, ma in realtà e un banano. Simbolo nazionale, questa pianta si apre a ventaglio in direzione est-ovest, fungendo quasi da bussola, e viene per questo chiamata “l'albero del viaggiatore”.
Dona acqua a chi ha sete, legname per le capanne foglie per i tetti, e quando muore offre ottima legna per il fuoco.
Si adatta facilmente a foreste secondarie in zone già disboscate, perciò è anche segno di corruzione della flora originaria.

Le piante appartenenti al genere Pandanus sono simili a palme con grandi fusti che terminano in pochi rami che finiscono con foglie spinose. Gli abitanti utilizzano queste foglie per rafforzare i tetti e le pareti delle loro capanne.

I baobab, della famiglia delle Bombacacee, sono alberi dal largo fusto e rami maestosi che sembrano in realtà radici capovolte in superficie. Si ritiene vi siano esemplari antichi di più di 1000 anni. In Madagascar si trovano sette tipi di baobab, dei quali 6 endemici.
L'Adansonia digitata, diffusa in tutta l'Africa, è riconoscibile per il tronco largo con ramificazioni che si formano già dalla base, sembra quasi un fusto multiplo che può arrivare a misurare 15 metri di diametro, per 20 metri di altezza.
L'Adansonia grandidieri, con il suo tronco liscio e slanciato dal colore tendente al rossiccio, coronato alla cima da rami può raggiungere i 25/35 metri di altezza.
L'Adansonia madagascariensis diffusa sia all'estremo sud nei pressi di Faux Cap, sia all'estremo nord, può raggiungere i 35 metri di altezza: dalla sua corteccia si ricava un infallibile rimedio contro l'epilessia utilizzato dalla medicina tradizionale.
L'Adansonia fony con i suoi 5 metri di altezza è il più piccolo dei famiglia dei baobab e si trova al sud ed all'ovest dell'isola. Conosciuto con il nome di baobab bottiglia,oltre che per la sua forma gonfia e panciuta, è una vera riserva di acqua, e grazie a questa sua caratteristica si adatta a zone secche e molto aride.
La rara Adansonia perrieri che si trova a nord del Madagascar, ed infine le adansonia alba e za.

Il Pachipodium, detto "zampa d'elefante" assomiglia al baobab, ma in realtà non esiste tra queste due specie alcun tipo di parentela. Lo stesso nome viene utilizzato per indicare una specie simile e presente in Sudafrica la Testudinaria elephantipes.
In Madagascar si segnala anche il Pachypodium rosolatum, presente nel parco dell'Isalo, nella Riserva d'Ampijoroa ed in altre zone.

Le Euforbie sono presenti con ben 65 specie diverse, e la medicina tradizionale le utilizza per la cura di moltissime malattie. Queste piante producono anche potenti veleni, come la variante Manihot, originaria del Brasile, ottima per l'alimentazione; la sua radice tuberosa meglio conosciuta come Manioca, per diventare edibile dev'essere a lungo bollita al fine di perdere il siero velenoso.
Le foreste spinose del Madagascar meridionale ospitano diverse specie di piante grasse tra le quali le Didieracee, che hanno foglie che crescono tra fitti aculei, alcuni tipi di lemuri se ne cibano.
Si trovano due tipi di cactus endemici, la Rhipsalis baccifera e quella Madagascariensis.
All'estremo sud si trovano ben sei tipi di Alluaudia tra i quali la Alluaudia procera detta anche albero piovra data la sua forma tentacolare.
Il Madagascar vanta un migliaio di specie di orchidee appartenenti ai generi Angraecum e Bulbophyllum: nei mesi di fioritura, da luglio a settembre, nelle foreste primarie la fioritura delle orchidee diventa uno spettacolo emozionante.
Una delle specie più belle è rappresentata dall'Angraecum sesquipedale, con i suoi magnifici fiori bianchi stellati, e la Angraecum eburneum, tipica del nord, profumatissima e dal fiore che può raggiungere fino ad un metro di larghezza. Altre bellissime orchidee che in stagione di fioritura si possono vedere sono l'Aeranthes ramosa a Ranomafana, la Bulbophyllum al parco nazionale della Montagne d'Ambre, la Cymbidiella humblotii che cresce sulle palme di rafia, la Angraecum sororium che, oltre ad un fiore, produce anche un grosso frutto.

Le piante di tipo Nephentes sono rampicanti che possono crescere lungo il tronco di alberi oppure seguire il terreno strisciando al suolo. Si distinguono per la particolarissima forma a sacchetto e sono delle piante carnivore.
La più famosa, Nepenthes madagascariensis, si trova solo più nei pressi di Port Dauphin/Taolagnaro.

Il Madagascar è un immenso vivaio di piante medicinali, alle quali attinge la farmacopea tradizioanle.
Ad esempio dalla Vinca rosea che cresce selvatica nella zona sud ovest, vengono estratte alcune sostanze per la cura delle leucemie. Dalla Voatrotroka si ricava un liquido utile nel trattamento dell'albuminuria ed altri disturbi digestivi, dalla Famelona o Chrysophyllum si estrae una sostanza per curare i dolori addominali, dalla Toddalia aculeata quella per la diarrea e la sifilide.
Infine le aloe,delle quali nelle zone aride si contano più di 60 specie endemiche, dalle quali si estraggono sostanze utili alla cura dell’intestino. Nelle zone aride del Madagascar si contano più di 60 specie endemiche.

FAUNA, FOSSILI E MINERALI
La fauna del Madagascar è unica: evolvendosi in un mondo a parte, in assenza di predatori, il regno animale ha seguito sviluppi autonomi.
30 tipi di lemuri, uno dei quali carnivoro stretto parente degli antichi carnivori di ben 95 milioni di anni fa; 30 tipi di camaleonti che vanno da uno o due centimetri di lunghezza sino anche a mezzo metro, 10 tipi di tartarughe, 300 specie di uccelli, un'infinità di farfalle variopinte, squali e balene che si danno periodicamente appuntamento nelle calde acque dell’oceano: sono solo alcune delle meraviglie che la fauna dell’Isola possiede.

Lemuri
Il Madagascar è famoso per essere la patria dei lemuri, antenati delle scimmie. Dall'inconfondibile mesetto a punta, sono molto furbi e le loro dimensioni possono varare anche di molto, dalle ridotte dimensioni delle specie notturne, grandi quanto uno scoiattolo, fino al grande Indri Indri che può ricordare vagamente un orsetto.

Camaleonti
Due terzi di tutti i camaleonti del mondo si trovano in Madagascar: ben 53 specie che si dividono nei due generi di Brookesia e Chamaleo. Il Brooksesia minima è in assoluto il più piccolo, con i suoi 3 cm di lunghezza; il più grande il chamaleo oustaleti che raggiunge i 75/80 cm mentre il chamaleo parsonii può raggiungere i 65 cm. Placidi nei movimenti e rapidissimi con il movimento della lingua, cologono sempre di sorpresa le prede.

Gechi
Vi sono in Madagascar ben 12 generi di gechi, dei quali 63 specie diurni e notturni, coloratissimi o ben mimetici, dall'inconfondibile verso simile allo schiocco di un bacio.

Farfalle
Ben 300 specie di farfalle vivono in Madagascar, suddivise in 80 generi. Di queste ben 233 specie e 17 generi sono ndemiche. L'esemplare più famoso è l'Atrophaneura antennor, già descritta nel 1773 dal naturalista Drury: la sua apertura alare supera i 13 cm, la testa è rossa e le ali sono variopinte con ordinate macchie vivaci sullo sfondo scuro. La più rara è la Papillio morondavana.
Tra le specie notturne le grandi Nycyipao e le Cyligramma sono considerate un tabù dalla tradizione malgascia, che ritiene rappresentino gli spiriti dei morti.

Rane
Ben 144 specie quasi tutte endemiche, il 10% vivono sia nelle foreste sia nelle aree abitate, il 30 % vive sugli altipiani ed il restante 60% le foreste umide. Unico anfibio del Madagascar, queste rane sono molto simile alle specie dell'area indo-malesiana.

Serpenti
Vivono nelle foreste umide e nelle risaie. Sono di tipo Tiplipidi presenti con 9 specie, i boidei il più conosciuto è l'Acrantophis dumerilii diffuso nelle zone sud ovest noto come boa del Madagascar o serpente do, i colubridi della famiglia del cobra sono circa 15 generi di cui 48 specie. Ma niente paura, in Madagascar anche i serpenti velenosi grazie alla loro particolare posizione dei denti non sono pericolosi per l'uomo.

Tartarughe
In Madagascar vi sono circa una decina di specie di tartarughe, marine, di acqua dolce e di terra.
L'Angonoka Geochelone yiniphora, vive nel nord ovest ed è a rischio di estinzione, esclusivamente erbivora raggiunge i 70 cm di lunghezza.
La Radiata Geochelone radiata, una specie terrestre insediata nelle foreste di didieracee del sud.
La Pyxis planicauda una piccola specie terrestre che vive nell'area vicino a Morondava.
La Tsakafaly Pyxis arachnoides.
Tra le tartarughe d'acqua, l’Erymnochelys madagascariensis, preferisce i fiumi ed i laghi occidentali raggiungendo i 50 cm di lunghezza.
Tra quelle marine l'Eretmochelys imbricata presente anche nel Mar Rosso, Golfo persico ed in Australia.

Pipistrelli e Volpi Volanti
In Madagascar sono censite ben 28 specie di pipistrelli, quando nel mondo ve ne sono in tutto 40.
Circa la metà di essi è endemica. Il Pteropus rufus, meglio conosciuto come volpe volante, è osservabile al Berenty, vive in grandi colonie, dormendo di giorno e cacciando di notte.

Tenrec
Assomiglia ad un riccio, un porcospino. Considerato, ahimè, più buono che bello quest’animaletto crepuscolare finisce spesso nel piatto. Lungo circa una trentina di centimetri, popola le foreste e si nutre di radici ed insetti.

Fossa
Il Cryptoprocta ferox misura circa 50 cm di lunghezza per una decina di kg di peso, assomiglia ad una faina e come quest'ultima ha l’abitudine di razziar galline nei villaggi. Alla stessa famiglia appartengono il Fossa Fossana che abita le foreste del nord est, diverse specie di gatto selvatico e manguste.

Conchiglie
La più importante collezione di conchiglie malgasce conta più di 10.000 esemplari e si trova a Parigi al Museo di Storia Naturale. Le grandi Pinna utilizzate come recipienti, le piccole Trochus e Gibbula per i gioielli, la Cypraea annulus considerata un talismano, la grande Charonia tritonis usata come tromba. Le conchiglie del nord sono generalmente di forma piuttosto piatta, mentre quelle del sud sono di forma piuttosto allungata. Vi sono poi molte specie di molluschi terrestri - circa 380 - che preferiscono le foreste e le zone umide come le grandi specie Tropidophora, l'Ampelita, l'Helicophanta mentre per la Clavator sono le sabbie, il suo ambiente naturale, dove può nascondersi e resistere a lunghe siccità.
29 sono le specie di molluschi d’acqua dolce di cui due generi, Cleopatra e Melanatria, sono endemiche.
Più di 1.000 i molluschi marini.

Pesci
Le acque del Madagascar, sia dolci che salate, sono piuttosto povere di specie endemiche: sono solo 28 per il primo caso e di una ventina per il secondo.
Tra i pesci di acqua dolce:
l'Arius madagascariensis raggiunge lo sviluppo nell'acqua salata, ma per riprodursi risale i fiumi covando le uova in bocca.
Il Bedotia geayi nuota nei ruscelli sulla costa est ed è bellissimo.
Tra quelli di acqua salata:
gli squali sono davvero numerosi tanto da sconsigliare di nuotare al largo dove non c'è barriera corallina, e poi razze, squali martello e squali balena, marlin e balene…

Fossili e Minerali
Il Madagascar è un paese ove il sottosuolo è particolarmente generoso. Voce importante dell'economia è rappresentata da grafite, mica e monazite.
Molto diffuso il quarzo nelle varietà del cristallo di rocca, il quarzo rosa, fumé, l’ametista, il citrino. Molto belli i geodi e la delicata celestina. Il berillo è presente in quantità sull'altopiano, insieme ad agata, labradorite - pietra di luna - rodonite, marmo, gesso, ematite, apatite, cromite, nichel, bauxite, lignite, ferro, piombo, rame, oro.
Tra le pietre preziose e semi preziose si trovano piropo di colore rosso scuro, almandino violaceo, essonite giallo, demantoide - uvarovite e tsavorite verdi; il berillo, lo smeraldo, l'acquamarina, la morganite e l'eliodoro; il corindone - la specie più importante e dura dopo il diamante, lo zaffiro in tutta la gamma cromatica; olivina; topazio, tormalina e mille altre pietre
I fossili sono presenti in Madagascar in quantità e tipologie meravigliose: dal grande uovo di Aepyornis pari all'equivalente d 200 uova di gallina, alle foreste pietrificate, alle spettacolari ammoniti.